Da hospitalero di Accoglienza Pellegrina a guida-insegnante di un’aula senza confini: il racconto di un’esperienza scolastica educativa straordinaria lungo i cammini d’Italia. Tra zaini sulle spalle, lezioni sui sentieri e accoglienza condivisa, scopriamo come il viaggio a piedi sta trasformando il futuro delle nuove generazioni e come i valori, che anche la nostra associazione professa, continuano a guidare i passi dei più giovani.
Da due anni vesto con orgoglio e gratitudine i panni dell’hospitalero nelle accoglienze a donativo della nostra associazione Accoglienza Pellegrina. Chi di voi vive la stessa esperienza, conosce bene la magia di quel momento in cui si apre la porta dell’ostello: si accolgono passi stanchi, si ascoltano storie, si condivide un pasto e si fa spazio nel cuore a chi cammina lungo la Via Francigena, il Cammino di Santiago o le altre vie sacre.
Recentemente ho avuto l’opportunità di vivere la dimensione del cammino sotto un’altra veste, altrettanto profonda e generativa: quella di guida nel progetto Strade Maestre, una scuola itinerante. Desidero raccontarvi questa esperienza perché credo che tocchi nel vivo gli stessi valori di gratuità, sobrietà, relazione e comunità che animano la nostra missione di ospitalità.
Strade Maestre nasce nel 2023 da un’idea di Marco Saverio Loperfido assieme a Marcello Paolocci e Roberta Cortella. Promosso dalla cooperativa sociale CamminaMenti, in collaborazione con partner come il Club Alpino Italiano, l’Aigae e Walden Viaggi a Piedi, è una straordinaria e coraggiosa scommessa educativa: un vero e proprio anno scolastico in cammino.
Un gruppo di ragazze e ragazzi delle scuole superiori (terzo, quarto e quinto), insieme a guide-insegnanti ed educatori, vive e studia viaggiando a piedi per migliaia di chilometri attraverso l’Italia. Per circa 200-240 giorni all’anno, la classe non ha mura né banchi: gli zaini sostituiscono le cartelle, i sentieri diventano aule e i territori attraversati si trasformano nel libro di testo da cui apprendere tutte le materie di indirizzo.
Ho visto nascere questo progetto a poco a poco, ho partecipato sin dal primo anno in cammino (2024), l’ho sostenuto con tutto me stesso, perché ho creduto nel suo valore educativo e sociale, un contributo ed una offerta per il futuro delle nuove generazioni.
Viviamo in un epoca in cui per alcuni ragazzi e ragazze, le mura scolastiche e l’ambiente che ne consegue, non rappresentano più un luogo proficuo alla loro maturazione. Qualcuno ha bisogno di altri orizzonti, qualcuno ha necessità di cambiare prospettiva per meglio orientarsi nella vita.
Strade Maestre si propone come aiuto e sostegno all’educazione tradizionale, una nuova modalità che desidera integrarsi nel panorama pedagogico ufficiale più che risultare come una mera alternativa.
Lo scorso anno il progetto è partito nel Settembre 2025 dal Colle del San Bernardo, la porta che dalla Svizzera conduce attraverso la Via Francigena in Italia. Il gruppo in cammino ha percorso circa 1500 km giungendo nel Giugno 2026 a Cosenza, dopo aver percorso buona parte del nostro paese (Valle D’Aosta, Piemonte, Liguria, Sardegna, Lazio, Umbria, Campania, Sicilia, Calabria).
Accompagnare questi giovani lungo la strada mi ha permesso di osservare da vicino la portata di questo progetto. In un’epoca in cui le nuove generazioni sono spesso iper-connesse e al tempo stesso isolate dentro spazi virtuali o rigidi schemi, il cammino offre un’inversione di rotta radicale:
- Educazione alla sobrietà e all’essenziale: Portare tutto il necessario sulle proprie spalle insegna a distinguere ciò che è superfluo da ciò che è davvero importante.
- Relazione e spirito di comunità: Vivendo insieme h24 – tra tappe faticose, notti in tenda, foresterie o accoglienze comunitarie – i ragazzi imparano la gestione della quotidianità, l’ascolto reciproco, la cooperazione e la risoluzione dei conflitti.
- Cittadinanza attiva e incontro: A ogni tappa la “scuola itinerante” incontra comunità locali, associazioni, custodi del territorio e testimoni di vita. I ragazzi imparano sul campo cosa significa prendersi cura dei luoghi e delle persone.
- Le Guide – Insegnanti (nuova figura lavorativa nel panorama professionale) sono a disposizione dei ragazzi per tutto il tempo del progetto, contribuendo e facilitando la loro crescita durante ogni momento della giornata.
Le giornate tipo di Strade Maestre sono due. La prima è quella in cammino, di solito ci si sveglia presto per sistemare lo zaino, fare colazione e prepararsi alla tappa del giorno. Ci si vede fuori dalla struttura per un risveglio muscolare ed uno stretching in cerchio insieme. Segue un momento per ricapitolare le caratteristiche del percorso e il da farsi. Si parte sotto ogni condizione di tempo atmosferico (faccio presente che solo una volta quest’anno abbiamo dovuto rinunciare a camminare, causa temporale). Durante il cammino si ripassano le lezioni, oppure un insegnante spiega un capitolo della sua materia, oppure ci sono dei momenti di studio tra pari. Naturalmente durante il percorso si visitano monumenti e luoghi di interesse, sia per svago che per motivi didattici. A fine tappa si prende possesso delle stanze, si fa una doccia e si continua a studiare prima di cena. Dopo la cena c’è sempre un momento per svago e socialità di vario tipo.
Il secondo tipo di giornata è quella stanziale dove non si cammina, ma si rimane una giornata in più nella struttura che ci ospita. Di solito mezza giornata è lasciata allo studio e approfondimenti didattici, il restante a visite, eventi e svago.
I luoghi che in questi anni ci hanno accolto sono i più vari. Dalle aule scolastiche di un piccolo borgo, al palco di un piccolo teatro di paese, dalla sacrestia di una chiesa ad un Hotel a 5 stelle. Queste diversità nel tipo di ospitalità hanno favorito una grande opportunità educativa, la capacità di adattarsi in ogni situazione, il saper accettare un’accoglienza povera, come una lussuosa, con la stessa gioia e gratitudine.
Il legame con la nostra Accoglienza Pellegrina. C’è un filo rosso chiarissimo che unisce la cultura del pellegrinaggio tradizionale all’esperienza di Strade Maestre. Quando la carovana dei ragazzi incrocia i cammini e trova ospitalità lungo la strada, si accende la stessa scintilla che viviamo noi nei nostri ostelli: il dono dell’accoglienza incondizionata, la mensa condivisa, la cura del viandante.
Vedere questi ragazzi crescere passo dopo passo, acquisire fiducia in se stessi e trasformarsi in una vera comunità viandante mi ha confermato una grande verità che noi ospitaleri conosciamo bene: Il cammino è una scuola di vita che avviene fuori da “casa”, un passo alla volta
Invito tutti i colleghi volontari di Accoglienza Pellegrina a scoprire da vicino questo bellissimo progetto sul sito www.strademaestre.org. Se un giorno una di queste “classi in cammino” dovesse bussare alla porta della vostra accoglienza, aprite con gioia: nei loro occhi stanchi e felici ritroverete la speranza più bella per il futuro delle nostre nuove generazioni.
Buon Camino e Buona Accoglienza a tutti!
Alessandro Pintus – Hospitalero di Accoglienza Pellegrina e Guida-Insegnante del progetto Strade Maestre
